Nella punta più estrema dell’isola di Ortigia sorge il castello Maniace, imponente struttura di cinquantuno metri risalente al periodo svevo, roccaforte a protezione di questo angolo di paradiso della Sicilia orientale

Il castello Maniace, costruito nel 1038 come baluardo difensivo, dal generale bizantino Giorgio Maniace da cui prende il nome, nel 1239, per volere di Federico II di Svevia, diventò un vero e proprio castello. La maestosa struttura venne infatti abitata dai nobili proprietari che lo sfruttarono come residenza in Sicilia.

A quel tempo il castello Maniace era uno dei tanti castelli disposti lungo le coste della Trinacria a difesa dell’isola ma la sua imponente dimensione lo rendeva altresì utile per questioni commerciali. Infatti grazie alla sua visibilità il castello era quasi un faro per tutti coloro che si trovavano in mare: un punto di riferimento per i naviganti stranieri con i quali Siracusa intratteneva rapporti commerciali.

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Castello Maniace. Architettura raffinata e roccaforte inespugnabile

Il castello presenta una struttura a quadrilatero e ai quattro angoli della costruzione ci sono quattro torri cilindriche inserite armoniosamente nell'opera muraria. È accessibile attraverso la porta carraia della ex-caserma Abela sita in piazza Federico di Svevia e attraversando il successivo cortile, simile ad una gigantesca piazza d’armi, troviamo un ponte in muratura che adduce a una porta, con colonne laterali, di epoca spagnola (XVI secolo). Tale ponte ha sostituito l'antico ponte levatoio ligneo che scavalcava il fossato e che circondava il castello all'epoca della costruzione, separandolo dalla estrema punta meridionale di Ortigia. Inoltre, il largo fossato colmato nel Cinquecento, metteva in comunicazione il Porto Grande con il mare aperto e a ponte alzato permetteva una migliore difesa del castello in caso di attacco.

Contrasta con l'aspetto generale dell'opera, preminentemente militare, il portale marmoreo decorato, la cui profondità della strombatura fu sfruttata dai costruttori per realizzarvi dei virtuosismi artistici. Pur seriamente erose dal tempo e danneggiate dall'opera degli uomini, tra gli stipiti esterni ed i pilastri interni, una serie di colonnine marmoree con capitelli a foglie uncinate permettono ancora l'individuazione di quattro figure zoomorfe, disposte due per lato, di probabile significato simbolico: sono individuabili infatti due figure di leoni e di un ippogrifo; l'arco inferiore e l'archivolto presentano dei motivi floreali. Uno stemma imperiale del XVII secolo è posto in cima all'ogiva del portale stesso. La sala principale interna è costituita da 24 volte più una che dovrebbero rappresentare i regni di Federico II con al centro quello di Sicilia.

Ritornando alla pianta quadrata del castello e alle quattro torri cilindriche disposte agli angoli, è da rilevare che dentro ogni torre si trovano delle scale a chiocciola che servivano sia le stanze dove alloggiavano i militari che l'imperatore col suo numeroso seguito. Il primo piano aveva funzioni estetiche e ricreative mentre il secondo funzioni militari e logistiche. La struttura interna inoltre presenta un unico salone, un tempo diviso da un doppio ordine di colonne che formavano ben 25 volte a crociera. Il castello è cinto da fortificazioni e anticamente era circondato da un fossato. Per accedervi bisognava attraversare un ponte di pietra, fatto costruire da Carlo V nel XVI secolo insieme alla cinta difensiva dell'isola, quando Siracusa venne trasformata in una roccaforte.

Oggi, dopo un lungo restauro e la smilitarizzazione dalla storica caserma Abela, il monumento è tornato alla pubblica fruizione. Negli ultimi anni infatti, oltre all'apertura per le visite turistiche e culturali, il castello è sede di spettacoli teatrali e concerti. 

Il Castello Maniace: simbologie e mistero. 

La storia ci racconta diversi episodi che ancora oggi racchiudono un po' di mistero. Si ricorda infatti, che all’interno del castello si verificò nel 1448 un evento cruento dopo un sontuoso banchetto. Il generale Giovanni Ventimiglia fece uccidere nelle stanze del castello tutti convitati, accusati di tradimento. Per questo gesto il Ventimiglia ottenne in dono dal Re Alfonso di Castiglia i due arieti bronzei che ornavano il prospetto del castello.

ll 5 novembre 1704, un'esplosione avvenuta nella polveriera sconvolse l'edificio arrecandogli grossi danni. Durante il dominio napoleonico il maniero fu munito di bocche da cannone. Nel 1838, fu consegnato ai Savoia ed utilizzato fino alla seconda guerra mondiale come deposito di materiale militare. 
Come detto in precedenza, il castello ha una pianta quadrata con 4 torri cilindriche disposte agli angoli, rifacendosi ai modelli arabi. Dentro ogni torre si trovano scale a chiocciola. La scelta delle figure geometriche però non è casuale. Il quadrato, rappresentava il numero 4 e nel Medioevo era il numero della terra, della Chiesa rivelata attraverso le 4 virtù teologiche; per gli Orientali 4 erano le sembianze della divinità; per i Greci i famosi 4 elementi primordiali facevano capo alla scuola presocratica. Il cerchio è il simbolo della perfezione che ha inizio e fine in sé, per gli Orientali rappresenta il sole e la vita, presso i Greci è il cosmo. Ogni numero aveva quindi un significato simbolico.

A Siracusa è stato usato con insistenza il numero 5 (le crociere sono cinque) ed il 4 (i lati), ma il 5 non è altro che la somma di due numeri primi della serie di Leonardo Fibonacci. È la serie di numeri che dà ordine all'universo e alle arti applicate. 

Federico II stesso ebbe diversi contatti con il Fibonacci, sommo matematico medioevale.
In quel periodo Innocenzo III, ex tutore di Federico II, aveva proposto la teoria dei 'duo luminaria' secondo la quale il Papa, era considerato discendente da Dio e rappresentava il sole, che fa brillare la luna, cioè l’imperatore, della propria luce riflessa. Così come la luna si sarebbe dovuta assoggettare al sole, anche l'imperatore avrebbe dovuto sottomettersi al papa. Ma Federico II non aveva la volontà di sottomettersi al papa e per tale motivo si identificava con il sole. 
Il ritornare costantemente al simbolo è una prerogativa dell’architettura sveva; la pianta del Castello Maniace, al di là dalle attinenze architettoniche, deve aver avuto tali riferimenti iconologici: le torri a pianta circolare rappresentavano il sole e Cristo e quindi anche l’imperatore Federico.

Inoltre, si sa che nel sotterraneo del castello, cui si arrivava attraverso una scala nel lato nord ovest, sgorgava una polla di acqua dolce. Questo luogo, denominato il "Bagno della Regina", avrebbe potuto essere quello deputato alle abluzioni dei fedeli musulmani. Per questo motivo, molti studiosi sono stati indotti a pensare che il castello avesse avuto anche la rara funzione di moschea fortificata. È pure accettabile però la teoria secondo la quale Federico II avesse voluto ricreare in Sicilia, la suggestione delle moschee islamiche, dei loro giochi d'acqua, della selva di colonne fiorite di rami di crociere cordonate, è possibile che questa volontà venisse manifestata con il particolare interesse di riunire il mondo islamico a quello cristiano, proprio a Castel Maniace. 
Un altro simbolo che ricorre spesso nel castello è l’aquila. In una mensola è possibile ritrovare la chiara simbologia dell'aquila staufica. L’aquila è un simbolo latino-germanico che rappresenta insieme il potere sacerdotale, la saggezza giuridica e il valore guerriero espresso nell'aggressività. Sappiamo che il castello doveva indubbiamente acquisire una spiccata valenza militare e l'assenza di strutture abitative, dei depositi per le derrate alimentari e per il munizionamento, accrescono ancor di più il fascino ed il mistero di questa imponente costruzione.

Come Arrivare

Il Castello Maniace si trova sulla punta estrema orientale dell’isola di Ortigia ed è raggiungibile preferibilmente a piedi. Partendo ad esempio da Porta Marina appena all’entrata dell’isola aretusea e risalendo costeggiando il mare tutto Passeggio Adorno, la storica location è il punto di approdo di un viaggio nel tempo che non ha eguali.

Cosa Vedere

All'interno del Castello Maniace i visitatori si ritroveranno un simposio di bellezza architettonica al tempo stesso residenza nobiliare, sede militaresca e luogo di ritrovo dei dominatori che la occuparono. Il Castello Maniace è adatto sia a visitatori adulti che non. Infatti, ai primi permette di fare un tuffo nel passato approfondendo reminiscenze scolastiche e ai più piccoli è utile come arricchimento grazie alla fruizione diretta degli insegnamenti appresi in ambito scolastico.

Quando Andare

Primavera e autunno sono le stagioni migliori per visitare il Castello Maniace, quando il clima in Sicilia è mite e risulta piacevole esplorare i siti d’interesse passeggiando all'aperto. Tuttavia è piacevole una visita in questo luogo anche nei mesi estivi per chi non soffre particolarmente le alte temperature, grazie alle forti correnti che fanno da nebulizzatori d’acqua salata ai passanti.

In conclusione

Il Castello Maniace è da considerarsi un concentrato di storia, architettura, simbologia e mito di Siracusa e dell’isola di Ortigia. Organizzare una visita approfondita in questo luogo che duri dal mattino al tramonto, approfittando oltre che di cultura anche di bellezza e natura, considerati i panorami mozzafiato a disposizione dei turisti, è un’occasione davvero da non perdere.